Far conoscere la cultura molisana e le minoranze croate attraverso l’arte, suscitare interesse e curiosità per la nostra regione è uno degli impegni dell’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Termoli e del Distretto Molise Orientale.

L’occasione è stata offerta dall’esposizione personale pittorica dal titolo “Architettura e Borghi Adriatici fluttuanti nel tempo” che per la prima volta ha ospitato una artista di origine molisana in Croazia. Protagonista è stata Daniela Quici in arte “De Venexia” che ha portato con Aast e Molise Orientale per una settimana a Dubrovnik, e con le sue opere, il patrimonio architettonico del Molise. La mostra era inserita all’interno delle attività culturali estive della città di Dubrovnik, e si è conclusa alla galleria d’arte “Hrvatska Matica Iseljenika” l’11 luglio scorso.

A tenere a battesimo la manifestazione era presente anche Maja Mozara della Fondazione che opera a Dubrovnik. Grazie alla presenza di Daniela Quici, originaria dei centri croati del Molise, si è potuto rappresentare la cultura e l’arte dei centri molisani che ancora vivono l’influenza e la cultura della Croazia. A sottolineare l’importanza della manifestazione la presenza della critica d’arte Andrea Batinic Ivankovic.

Sotto la lente di critici d’arte, intellettuali, autorità ed appassionati del genere è così finita anche la diaspora di cui è parte la comunità croata del Molise . La manifestazione ha avuto grande eco sugli organi di informazione locali tra i quali il “Dulist”, il Foglio di Dubrovnik, che con i suoi articoli ha destinato grazie spazi all’arte di Daniela Quici “De Venexia”.

Classe 1967, Daniela Quici veneziana di adozione è stata premiata nel 2015-16  per la sua tecnica pittorica al premio internazionale “Gabriele D’Annunzio”. Nelle sue rappresentazioni utilizza la cosiddetta pittura “materica” che permette di unire alla tecnica dell’affresco giochi di colori e riflessi sempre diversi di elementi ruvidi e stucchi lucidi.

Con la tecnica in questione le tele assumono l’aspetto di intonaci, che nel caso di Daniela Quici, ricordano idealmente i paesaggi architettonici del Molise croato e della città di Venezia che ha sempre sentito vicino anche nel suo modo di intendere l’arte. Grazie a questa forma di pittura che ha come base l’intonaco è possibile percepire non solo la forma ed il colore, ma anche la tattilità del dipinto rendendo quasi reale la rappresentazione su tela.